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Il monachesimo

San Nilo di Rossano è uno dei Santi italogreci più rappresentativi, e accoglie in sé le caratteristiche significative del monachesimo bizantino, che si dispiega fra spiritualità e attività della pratica quotidiana. Figura emblematica di un mondo in cui le distinzioni culturali ed etniche non costituivano motivo di diffidenza e di contrasto, ma erano percepite come arricchimento reciproco e fonte di rassicurazione in una realtà dominata dalle incertezze e dall’instabilità, ebbe rapporti coi potenti del suo tempo, con le autorità venute da Costantinopoli e con quelle residenti nella Palermo araba, nonché con personaggi di risalto dell’Europa occidentale, tra cui spiccano i nomi di Ottone III, imperatore di Germania, figlio della principessa bizantina Teofàno, e di Sant’Adalberto, arcivescovo di Praga. Nel 1131 infine il re normanno Ruggiero II, nel Palazzo di Palermo, dona a Grottaferrata il monastero di Santa Maria di Rofrano, insieme con varie altre fondazioni italogreche del Regno di Napoli, concentrate in gran parte nella Lucania occidentale.